Breve guida allo Statuto del Lavoro Autonomo

Ne avevamo parlato alla terza edizione del Freelance Day, ricordate? Allora lo Statuto del lavoro autonomo era una bozza, ora è legge! Il provvedimento accoglie molte proposte formulate da ACTA – l’associazione dei freelance e finalmente regola vari aspetti del lavoro professionale autonomo senza distinzioni tra professionisti con o senza un ordine di riferimento.

Da questo momento quando si tratta di tempistiche di pagamento, deducibilità delle spese di formazione, partecipazione a gare pubbliche, indennità di maternità e malattia grave, tutti i freelance hanno gli stessi diritti. Ma cosa cambia in concreto?

Se non scrivi non vale

Nel mondo dei freelance è tutto un fioccare di lavori affidati senza contratto ma sulla base di sorrisi, strette di mano, telefonate, messaggini e pacche sulla spalla con buona pace del vecchio adagio verba volant, scripta manent.

Lo Statuto del Lavoro Autonomo fa piazza pulita di questo perché afferma chiaramente che si considera abusivo il rifiuto del committente di stipulare il contratto in forma scritta e proibisce le modifiche contrattuali unilaterali e il recesso senza un congruo preavviso. D’ora in poi quindi chiedete sempre che gli accordi siano messi per iscritto: è un vostro diritto. La legge considera valido anche un contratto concluso via email!

Fatture massimo a 60 giorni, non un minuto di più

Lo Statuto proibisce tempi contrattuali di pagamento superiori ai 60 giorni anche se il freelance dovesse aver accettato tempi di pagamento superiori e nel caso in cui il contratto non indichi con sufficiente chiarezza i termini di pagamento, il cliente è tenuto a pagare entro 30 giorni.

Non ti pagano? Largo agli interessi

Lo Statuto estende le norme già esistenti per contrastare i ritardi nei pagamenti anche ai lavoratori autonomi e alle transazioni commerciali con imprese, Pubbliche Amministrazioni e altri lavoratori autonomi. Spiegato semplice significa che, in caso di ritardato pagamento, gli interessi moratori decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza del termine.

E se il cliente fa finta di niente?

Lo sappiamo, la legge è una cosa ma la pratica è un’altra, e allora che succede se il cliente fa finta di niente e si rifiuta, per esempio, di rispettare i tempi di pagamento? Primo, avete la legge finalmente dalla vostra parte, che è una bella cosa, da non dare per scontata. Secondo, lo Statuto vi dà diritto a chiedere il risarcimento degli eventuali danni che però va ottenuto con un’azione legale, una strada non semplice e non priva di spese.

Il fisco (finalmente) riconosce formazione e mobilità

Lo Statuto non modifica regimi e aliquote ma interviene sulla deducibilità dei costi. In particolare, se non hai optato per il regime forfettario, le novità significative sono almeno due:

Se studi, deduci

Le spese sostenute per la partecipazione a corsi di formazione e convegni, incluse le spese di viaggio, sono deducibili al 100% (e non più al 50%) fino a un massimo di 10.000 euro (e non più di 5.000 euro) annui.

È un provvedimento importante perché praticamente tutti i freelance investono tempo e denaro nel proprio aggiornamento professionale, studiano, acquisiscono sempre nuove competenze.

Se viaggi, deduci

I limiti per la deducibilità delle spese di alberghi e ristoranti (75% dell’importo, fino al 2% del fatturato) non si applicano alle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico che vengono addebitate analiticamente al committente. In soldoni significa che quando viaggiate per conto del cliente le spese di viaggio e di trasferta che di solito gli addebitate in fattura sono integralmente deducibili, senza alcuna limitazione.

Congedi parentali, maternità, malattia

Innanzitutto, i congedi parentali vengono estesi da 3 a 6 mesi entro i primi 3 anni di vita del bambino e riguardano anche i padri; il limite dei 6 mesi si applica alla somma dei congedi dei due genitori, anche se uno dei due è iscritto a un’altra gestione/cassa.

Per quanto riguarda la maternità, non è più necessario astenersi dal lavoro nei 5 mesi a cavallo del parto: la professionista può fatturare e contemporaneamente percepire l’indennità. In più, può concordare con il committente la sua sostituzione con una persona di fiducia in possesso dei requisiti professionali.

In caso di malattia domiciliare grave l’indennità viene equiparata a quella ospedaliera. Ciò implica che l’indennità sia pagata di più rispetto al passato e per un periodo di tempo molto più lungo, 180 giorni anziché 61. Vale per le malattie certificate come conseguenti a trattamenti terapeutici di patologie oncologiche e per le patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportino un’inabilità lavorativa temporanea del 100%.

Inoltre, per chi è colpito da malattia grave e deve interrompere l’attività lavorativa per più di 60 giorni, è prevista la possibilità di rinviare i versamenti dell’Inps fino a un massimo di due anni; in seguito, il versamento potrà essere rateizzato in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi di sospensione.

Vale la pena sottolineare che le indennità di malattia e maternità potranno essere ancora modificate dalla delega prevista dallo Statuto stesso. L’estensione delle indennità potrebbe portare a un incremento dell’attuale versamento previdenziale, che ad oggi è pari allo 0,72%.

Bandi: vengo anch’io!

I freelance guadagno finalmente il pieno diritto di partecipare ad appalti pubblici e di rispondere ai bandi per l’assegnazione di incarichi e appalti privati. Le stesse amministrazioni pubbliche dovranno promuovere e favorire la partecipazione svolgendo anche un’opera informativa, attraverso gli Sportelli per il lavoro autonomo.

Facciamo rete (d’impresa)

Per un freelance fare rete d’impresa per accedere a progetti che da soli sarebbe impossibile gestire è fondamentale. Lo Statuto riconosce ai freelance uno strumento importante, nel caso in cui intendano partecipare ai bandi e concorrere all’assegnazione di incarichi/appalti privati, avendo la possibilità di costituire:

  • reti di professionisti e partecipare a reti di imprese, in forma di reti miste;
  • consorzi stabili professionali;
  • associazioni temporanee professionali.

Uno sportello tutto per te

Infine, i Centri per l’impiego e gli organismi per l’intermediazione del lavoro, che tradizionalmente si occupano di lavoro dipendente, dovranno dotarsi, in ogni sede aperta al pubblico, di uno Sportello dedicato al lavoro autonomo. Lo sportello potrà:

  • raccogliere domande e offerte di lavoro autonomo;
  • fornire informazioni sull’avvio di attività autonome;
  • dare informazioni sull’accesso a commesse e appalti pubblici,
  • informare su opportunità di credito e agevolazioni pubbliche, sia nazionali sia locali.

E ora? Tutto risolto?

Lo Statuto per la prima volta ha riconosciuto che anche i freelance sono lavoratori, e ne ha ampliato diritti e tutele. È certamente un passo in avanti, ma resta ancora tanta strada da fare, a partire dal tema dei compensi e del giusto riconoscimento del nostro lavoro.

Acta Piemonte

[email protected]

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